"Timoniere e artefice della Cecchina, accolto da una ovazione al termine di tre ore senza tagli (teatro traboccante, qualche defezione in corso d'opera) è Stefano Montanari, concertatore ... e capace di effervescenti invenzioni estemporanee, dal basso continuo al rock. La buona figliola gli deve tutto. A tenerci senza un momento di noia è l'orchestra, in manipolo ridotto e sempre perfetta, con fantasia di impasti e incredibile ritmica, anche all'interno dei singoli numeri chiusi del canto. A romperne la rigida scansione – era questa l'accusa rivolta da Gluck agli italiani – il direttore provvede creando una elettrica continuità tra Recitativi e Arie, trascinante."
(Il Sole 24ore, Carla Moreni)
"È un suono più che convincente quello che esce dalla buca dell’orchestra. Merito della formazione del Petruzzelli. E soprattutto del direttore stabile Stefano Montanari che affronta con gusto e meticolosità una partitura in cui coesistono semplicità e complessità e in cui è possibile sentire quelle che saranno le "impronte" di Mozart."
(Avvenire, Giacomo Gambassi)